Amici miei, il prequel della discordia
Proteste in rete, i protagonisti in perfetto accordo con il regista nel difendere il progetto: ecco come la pensano Neri Parenti, Christian De Sica, Michele Placido, Paolo Hendel e il produttore Aurelio De Laurentiis
Arriva in 500 copie "Amici miei. Come tutto ebbe inizio" targato Filmauro e intanto su Facebook arriva a quota 90 mila iscritti (57 mila sul gruppo principale di Facebook, più 33 mila in costante aumento sull'evento d'appoggio dedicato al boicottaggio) il numero degli utenti internet che hanno manifestato la propria intenzione di disertare le sale dove verrà proiettato il film.
Parenti c'è già chi polemizza su questo remake, lei come la pensa?
Ci sono due modi per vedere questa cosa, io e De Laurentiis abbiamo fatto questo film per amore. Il fatto poi che ci siano degli integralisti che 'prendono d'aceto' (Parenti fa riferimento al social network Facebook dove ci sono 56 mila contro questo prequel al grido di 'Giu' le mani da Amici Miei') è un problema loro. La lettura buona di questa stessa cosa è che entrambi amiamo quel film. Solo che per loro il nostro amore è una forma di oltraggio.
Il suo film è frutto di un lavoro certosino, di una mega produzione in costume, ce la racconti Parenti….
Lo scenografo Francesco Frigeri ha fatto un lavoro incredibile: è riuscito a restituire le atmosfere rinascimentali della corte di Lorenzo il Magnifico.
Non abbiamo trascurato nessun particolare, dalla prospettiva di ogni ambiente alla luce per la fotografia. Mettere in piedi un set così oggi è un'esperienza incredibile.
A questo progetto Parenti ci stavo pensando da un pezzo, realizzarlo è stato il sogno di una vita. E se qualcuno ancora se lo chiede, il collante, lo spirito che li lega, è la cattiveria del gruppo, qui ancora più spiccata.
De Sica ci racconta le sua esperienza in questo film?
Il significato vero delle azioni dei protagonisti è lo stesso dell'originale, ossia farsi beffa della maturità, dell'età adulta. Attraverso gli scherzi cerchiamo di prolungare lo stato della fanciullezza, esorcizzando così la morte, la malattia, la paura di invecchiare.
De Laurentiis lei ha già firmato capitoli della saga con e senza Monicelli, cosa ne pensa delle polemiche?
Non è vero che Mario Monicelli abbia criticato il film aveva una grandissima dignità e non si sarebbe mai permesso di sparare a favore o a sfavore di una cosa che non conosceva. Purtroppo negli ultimi anni era quasi cieco e non ho potuto fargli mai leggere il copione. Molte volte vengono dette delle cose solo per fare dei facili scoop giornalistici….
Hendel lei è uno degli attori toscani più legati a Monicelli, ci racconta cosa le aveva detto il Maestro poco prima di morire?
Quando ci ho parlato, anche pochi giorni prima che morisse, mi ha sempre detto che pensava bene di questa operazione e aggiungeva: basta che faccia ridere.
'Amici miei' vuole essere un atto d'amore nei confronti dei primi tre episodi, di quegli attori che, in definitiva, una sorta di omaggio ad una pagina straordinaria del nostro cinema.
Placido anche lei ha frequentato Monicelli fino all’ultimo, come la pensava secondo lei?
Io sono andato a cena molte volte con Monicelli mentre giravo il film, ma lui non ha mai detto una parola in proposito, aveva troppo rispetto per il lavoro degli altri per criticarlo.
Parenti non c'è la dedica più attesa a fine film, quella al grande Monicelli, come mai?
Conoscendo Mario so bene che non era il tipo a cui potevi fare una dedica senza chiedergli il permesso. Avrei avuto paura che mi veniva a tirare i piedi durante la notte. E quindi non l'ho messa.
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