"Angèle e Tony", voglia di innamorarsi

Venerdì 29 aprile 2011

Dopo il debutto al Festival di Venezia, il primo lungometraggio di Alix Delaporte arriva nelle sale italiane, aprendo la programmazione della rassegna sul cinema francese “Rendez- Vous” alla Casa del Cinema. Una messa in scena essenziale per un film caratterizzato dalla forza dei personaggi. Ecco come la regista e la protagonista Clotilde Hesme raccontano “Angele e Tony”.

Ogni film nasce da un intuizione, da un immagine, quale è stato
il nucleo di partenza per “Angèle e Tony”?
Alix Delaporte: Sicuramente la prima ispirazione è l’immagine di Angèle con il figlio tra le braccia che chiude il film. Cosa non facile, perché per arrivare a questo Angèle dovrà scoprire il suo sentimento d’amore.

Come ha lavorato per la scrittura dei personaggi principali
e gli altri attori?
A.D: La scrittura per me è una cosa lunga, ci sono voluti due anni per la sceneggiatura. Non voglio provare a creare effetti speciali, ma raccontare le emozioni che mi toccano personalmente. Infine faccio un opera di revisione, tolgo le cose superflue, perché voglio che i dialoghi siano essenziali. Tra l’altro non è un caso che abbia scelto di ambientare la storia in Normandia in un villaggio di pescatori, perché conosco bene quel mondo. Racconto un problema sociale, mi sono focalizzata sulla solidarietà tra donne, che Angèle vede, cosa che nella nostra società si sta perdendo.

Qual è il segreto di questa verità che traspare dal Cinema Francese?
A.D: Posso parlare della mia esperienza ci sono due modi di trasmettere la realtà o si usano attori non professionisti, presi dalla strada oppure si usano attori veri e propri. Io mi affido totalmente ad attori professionisti, capaci di render il reale più reale del reale nel film.

Gli attori si conoscevano già prima delle riprese?
Clotilde Hesme: Sì, io e Gregory ci conosciamo da quasi 10 anni, dai tempi del Conservatorio. Il grande lavoro è stato nascondere mentre giravamo la nostra grande amicizia.

Quale delle due interpretazioni, mamma e compagna le ha creato più problemi?
C.H: Posso dire che il rapporto con il bimbo è stato la cosa più difficile da fare. Mi ha impressionato la forza e la verità che il piccolo esprimeva. Durante le riprese ci siamo abituati l’una all’altra, ho dovuto instaurare giorno per giorno fiducia tra noi. E alla fine è nato un rapporto autentico.

Elisa Solofrano

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