"Angèle e Tony", voglia di innamorarsi
Dopo il debutto al
Festival di Venezia, il primo lungometraggio di Alix Delaporte arriva nelle sale italiane, aprendo la programmazione
della rassegna sul cinema francese “Rendez- Vous” alla Casa del Cinema.
Una messa in scena essenziale per un film caratterizzato dalla forza dei
personaggi. Ecco come la regista e la protagonista Clotilde Hesme raccontano “Angele
e Tony”.
Ogni film nasce da un
intuizione, da un immagine, quale è stato il nucleo di partenza per “Angèle e Tony”?
Alix Delaporte: Sicuramente la prima ispirazione è l’immagine di Angèle
con il figlio tra le braccia che chiude il film. Cosa non facile, perché per
arrivare a questo Angèle dovrà scoprire il suo sentimento d’amore.
Come ha lavorato per
la scrittura dei personaggi principali e
gli altri attori?
A.D: La scrittura per me è una cosa lunga, ci sono voluti
due anni per la sceneggiatura. Non voglio provare a creare effetti speciali, ma
raccontare le emozioni che mi toccano personalmente. Infine faccio un opera di
revisione, tolgo le cose superflue, perché voglio che i dialoghi siano
essenziali. Tra l’altro non è un caso che abbia scelto di ambientare la storia
in Normandia in un villaggio di pescatori, perché conosco bene quel mondo.
Racconto un problema sociale, mi sono focalizzata sulla solidarietà tra donne,
che Angèle vede, cosa che nella nostra società si sta perdendo.
Qual è il segreto di
questa verità che traspare dal Cinema Francese?
A.D: Posso parlare della mia esperienza ci sono due modi di
trasmettere la realtà o si usano attori non professionisti, presi dalla strada
oppure si usano attori veri e propri. Io mi affido totalmente ad attori
professionisti, capaci di render il reale più reale del reale nel film.
Gli attori si
conoscevano già prima delle riprese?
Clotilde Hesme: Sì, io e Gregory ci conosciamo da quasi 10 anni, dai
tempi del Conservatorio. Il grande lavoro è stato nascondere mentre giravamo la
nostra grande amicizia.
Quale delle due
interpretazioni, mamma e compagna le
ha creato più problemi?
C.H: Posso dire che il rapporto con il bimbo è stato la cosa
più difficile da fare. Mi ha impressionato la forza e la verità che il piccolo
esprimeva. Durante le riprese ci siamo abituati l’una all’altra, ho dovuto
instaurare giorno per giorno fiducia tra
noi. E alla fine è nato un rapporto
autentico.
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