"La banda dei Babbi Natale": Il ritorno di Aldo, Giovanni e Giacomo

Martedì 27 luglio 2010
Il trio comico riparte da un film non più ad episodi e che si confronta con vizi e virtù dell’italiano medio. Un vedovo ossessionato dalla moglie defunta, un veterinario bigamo ed un cinquantenne con la febbre delle scommesse: ecco i protagonisti di una notte surreale, quella raccontata da paolo Genovese nella nuova commedia targata Medusa che vedremo in sala a partire dal prossimo Natale.

Mancano due settimane alle fine delle riprese: ci raccontate un po' il film?
Giacomo:
Innanzitutto, vorrei dire che la sceneggiatura è stato un lavoro creativo ed entusiastico a più mani. Ci siamo molto divertiti con questa storia compiuta e non ad episodi, con elementi ovviamente comici, ma anche narrativi.
Il film si apre con l'arresto di tre babbi Natale (ossia noi tre), perché trovati appesi ad un palazzo, nella notte di Natale. Vengono interrogati per capire perché l'hanno fatto e ad interrogarli in un commissariato è Angela Finocchiaro. Durante l'interrogatorio si vengono a conoscere i personaggi. Io sono un medico chirurgo, vedovo da dodici anni e ossessivamente fedele alla moglie defunta, tanto da parlare alla sua foto. In ospedale, però, c'è una collega che vorrebbe smuovermi da questa situazione.
Giovanni:
Io, invece, sono il sogno dell'uomo italiano medio: sono bigamo e ho due famiglie, una in Italia ed una in Svizzera. Riesco a barcamenarmi in questa situazione grazie al mio lavoro di veterinario. Questo fino a quando non sono costretto a dire ad entrambe le famiglie che passerò il Natale con loro...
Aldo:
Io sono come nella vita, cioè un cinquantenne immaturo che non ha una famiglia classica, ma solo una compagna, e vive sbarcando il lunario con le scommesse, cosa che manderà in rovina la sua storia d'amore.
Angela Finocchiaro:
Il mio personaggio è un ispettore capo, diviso tra lavoro e casa, dove è sempre meno presente. È finalmente la notte di Natale, notte in cui dovrebbe stare insieme alla sua famiglia e invece deve rimanere in commissariato con tre persone che non collaborano, ma con cui alla fine stringerà amicizia. Oggi è praticamente il mio primo giorno di lavoro, qui, e mi rendo conto che è più difficile lavorare con amici come loro che non con estranei...
Aldo:
Sì, ma tranquilla: se oggi non vai bene, ti tagliamo!
Paolo Genovese:
Quel che mi piace di più del film e della sceneggiatura sono le tre storie diverse tra loro. Fa molto ridere, con un umorismo non solo derivato dalle gag, ma della situazioni che nascono, appunto, dalle storie. E poi, oltre ad Angela Finocchiaro, c'è un cast ricco, con bravi attori, dai ruoli piccoli a quelli più importanti.
Giovanni:
Vero, siamo davvero molto contenti del cast, grazie a tutti gli attori che hanno accettato anche di fare un ruolo piccolo. Compreso lo scimpanzé, che viene dalla Francia, e con cui ho girato meglio che con Aldo e Giacomo...
Giacomo:
E grazie ad un nuovo decreto del governo, che obbliga le produzioni cinematografiche ad avere una certa percentuale di meridionali, ne abbiamo anche uno tra gli attori, Giovanni Esposito.

Tre famiglie, tre storie: quanto contano i rapporti di coppia in questo film?
Giacomo:
Le storie delle nostre famiglie sono importantissime. Abbiamo cercato di descrivere tre tipi di rapporti veri e reali. C'è una crisi di famiglia per tutti e tre, ma c'è una forta amicizia tra i tre personaggi, un sentimento che ci riguarda anche nella realtà. Passano gli anni, ma il rapporto tra noi tre c'è sempre nei nostri film e c'è anche in questo, ed il pubblico tra l'altro se l'aspetta.

C'è stato spazio per l'improvvisazione nel film?
Paolo Genovese:
Dovete sapere che Aldo, Giovanni e Giacomo arrivano sul set già preparati, studiano le scene, con un'idea chiara di come vada fatta. Dato che l'evoluzione della storia è ben determinata, va da sé che c'è stata una sceneggiatura da rispettare. Abbiamo tenuto comunque tutte le gag nate spontaneamente e vedremo se inserirle in fase di montaggio, sempre che non stravolgano la storia.

L'ispirazione è nata da tutti quei Babbi Natale che vediamo appesi fuori dai balconi a dicembre? E qual è il vostro rapporto con Babbo Natale?
Giacomo:
Sì, l'ispirazione è venuta proprio da quelli. Comunque, per quanto riguarda Babbo Natale, quand'ero piccolo io nemmeno c'era: c'era Gesù Bambino.
Giovanni:
Già, anche io l'ho vissuto di riflesso con i bambini, per i quali alla fine noi organizziamo tutto, persino le finte orme di renna. Ora se dovessi vedere Babbo Natale, probabilmente gli sparerei...

Come si conoscono tra di loro i tre personaggi del film?
Giacomo:
I tre si conoscono dalla scuola e l'interesse che hanno in comune è lo sport delle bocce, che per loro non è un hobby, ma proprio uno sport. Ogni Natale cercano di vincere un trofeo, senza farcela. Sono sempre gli eterni secondi.

Siete tornati in televisione da un anno. Come giocate su entrambi i fronti?
Giovanni:
Semplicemente, quando abbiamo un'idea per la tv, che ha un altro linguaggio, ci andiamo se ci danno uno spazio. E' più immediata, diversa dal cinema.

Quali sono le location di questo film?
Giacomo:
Sono soprattutto a Milano, per lo più nel quartiere Isola. A Bizzarrone abbiamo invece, girato le scene famigliari svizzere di Giovanni. Mentre gli interni sono tutti girati presso gli studi della East End.
Giovanni:
Stare a Milano per noi è comodo: siamo Milanesi e ci piace la nostra città. Aldo non è del tutto d'accordo perché è di Monza: il prossimo film lo gireremo lì.

Aldo, dopo il successo con Tornatore, com'è tornare a lavorare con Giovanni e Giacomo?
Aldo:
È stata una doccia fredda, in effetti. Da quando ho lavorato con lui, mi odiano ed invidiano. Sinceramente, però, credo di poter insegnar loro qualcosa.
Giovanni:
Tornatore ha cercato solo terroni per il cast. I siciliani erano finiti: rimaneva solo Aldo e così è stato costretto a prenderlo!

Avete mai avuto, a parte questa esperienza di Aldo, la tentazione di lavorare da soli? E per il prossimo autunno tornerete da Fazio?
Aldo:
Secondo te, dopo Tornatore torno da Fazio??
Giacomo:
In tv, per ora non c'è niente in ballo anche perché in autunno saremo impegnati con le ultime lavorazioni del film e poi partirà la sua promozione.

Siete insieme dal '97 al cinema, quali sono gli elementi nuovi e quelli di continuità?
Giovanni:
È un film con cui abbiamo ritrovato più entusiasmo e vecchi meccanismi. È molto più vicino ai primi film, in questo siamo stati più presenti e vicini alla nostra essenza.

Anna Maria Fella

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