Il trio comico riparte da un film non più ad episodi e che
si confronta con vizi e virtù dell’italiano medio. Un vedovo ossessionato dalla
moglie defunta, un veterinario bigamo ed un cinquantenne con la febbre delle
scommesse: ecco i protagonisti di una notte surreale, quella raccontata da
paolo Genovese nella nuova commedia targata Medusa che vedremo in sala a
partire dal prossimo Natale.
Mancano due settimane alle fine delle riprese: ci
raccontate un po' il film?
Giacomo: Innanzitutto, vorrei dire che la
sceneggiatura è stato un lavoro creativo ed entusiastico a più mani. Ci siamo
molto divertiti con questa storia compiuta e non ad episodi, con elementi
ovviamente comici, ma anche narrativi.
Il film si apre con l'arresto di tre babbi Natale (ossia noi
tre), perché trovati appesi ad un palazzo, nella notte di Natale. Vengono
interrogati per capire perché l'hanno fatto e ad interrogarli in un commissariato è Angela Finocchiaro. Durante l'interrogatorio
si vengono a conoscere i personaggi. Io sono un medico chirurgo, vedovo da
dodici anni e ossessivamente fedele alla moglie defunta, tanto da parlare alla
sua foto. In ospedale, però, c'è una collega che vorrebbe smuovermi da questa
situazione.
Giovanni: Io, invece, sono il sogno dell'uomo
italiano medio: sono bigamo e ho due famiglie, una in Italia ed una in
Svizzera. Riesco a barcamenarmi in questa situazione grazie al mio lavoro di
veterinario. Questo fino a quando non sono costretto a dire ad entrambe le
famiglie che passerò il Natale con loro...
Aldo: Io sono come nella vita, cioè un cinquantenne
immaturo che non ha una famiglia classica, ma solo una compagna, e vive
sbarcando il lunario con le scommesse, cosa che manderà in rovina la sua storia
d'amore.
Angela Finocchiaro: Il mio personaggio è un ispettore
capo, diviso tra lavoro e casa, dove è sempre meno presente. È finalmente la
notte di Natale, notte in cui dovrebbe stare insieme alla sua famiglia e invece
deve rimanere in commissariato con tre persone che non collaborano, ma con cui
alla fine stringerà amicizia. Oggi è praticamente il mio primo giorno di
lavoro, qui, e mi rendo conto che è più difficile lavorare con amici come loro
che non con estranei...
Aldo: Sì, ma tranquilla: se oggi non vai bene, ti
tagliamo!
Paolo Genovese: Quel che mi piace di più del film e
della sceneggiatura sono le tre storie diverse tra loro. Fa molto ridere, con
un umorismo non solo derivato dalle gag, ma della situazioni che nascono,
appunto, dalle storie. E poi, oltre ad Angela Finocchiaro, c'è un cast ricco,
con bravi attori, dai ruoli piccoli a quelli più importanti.
Giovanni: Vero, siamo davvero molto contenti del
cast, grazie a tutti gli attori che hanno accettato anche di fare un ruolo
piccolo. Compreso lo scimpanzé, che viene dalla Francia, e con cui ho girato meglio che con Aldo e Giacomo...
Giacomo: E grazie ad un nuovo decreto del governo,
che obbliga le produzioni cinematografiche ad avere una certa percentuale di
meridionali, ne abbiamo anche uno tra gli attori, Giovanni Esposito.
Tre famiglie, tre storie: quanto contano i rapporti di coppia in questo
film?
Giacomo: Le storie delle nostre famiglie sono
importantissime. Abbiamo cercato di descrivere tre tipi di rapporti veri e
reali. C'è una crisi di famiglia per tutti e tre, ma c'è una forta amicizia tra
i tre personaggi, un sentimento che ci riguarda anche nella realtà. Passano gli
anni, ma il rapporto tra noi tre c'è sempre nei nostri film e c'è anche in
questo, ed il pubblico tra l'altro se l'aspetta.
C'è stato spazio per l'improvvisazione nel film?
Paolo Genovese: Dovete sapere che Aldo, Giovanni e
Giacomo arrivano sul set già preparati, studiano le scene, con un'idea chiara
di come vada fatta. Dato che l'evoluzione della storia è ben determinata, va da
sé che c'è stata una sceneggiatura da rispettare. Abbiamo tenuto comunque tutte
le gag nate spontaneamente e vedremo se inserirle in fase di montaggio, sempre
che non stravolgano la storia.
L'ispirazione è nata da tutti quei Babbi Natale che
vediamo appesi fuori dai balconi a dicembre? E qual è il vostro rapporto con
Babbo Natale?
Giacomo: Sì,
l'ispirazione è venuta proprio da quelli. Comunque, per quanto riguarda Babbo
Natale, quand'ero piccolo io nemmeno c'era: c'era Gesù Bambino.
Giovanni: Già,
anche io l'ho vissuto di riflesso con i bambini, per i quali alla fine noi
organizziamo tutto, persino le finte orme di renna. Ora se dovessi vedere Babbo
Natale, probabilmente gli sparerei...
Come si conoscono tra di loro i tre personaggi del film?
Giacomo: I tre si conoscono dalla scuola e
l'interesse che hanno in comune è lo sport delle bocce, che per loro non è un
hobby, ma proprio uno sport. Ogni Natale cercano di vincere un trofeo, senza
farcela. Sono sempre gli eterni secondi.
Siete tornati in televisione da un anno. Come giocate su
entrambi i fronti?
Giovanni: Semplicemente, quando abbiamo un'idea per
la tv, che ha un altro linguaggio, ci andiamo se ci danno uno spazio. E' più
immediata, diversa dal cinema.
Quali sono le location di questo film?
Giacomo: Sono soprattutto a Milano, per lo più nel
quartiere Isola. A Bizzarrone abbiamo invece, girato le scene famigliari
svizzere di Giovanni. Mentre gli interni sono tutti girati presso gli studi
della East End.
Giovanni: Stare a Milano per noi è comodo: siamo
Milanesi e ci piace la nostra città. Aldo non è del tutto d'accordo perché è di
Monza: il prossimo film lo gireremo lì.
Aldo, dopo il successo con Tornatore, com'è tornare a
lavorare con Giovanni e Giacomo?
Aldo: È stata una doccia fredda, in effetti. Da
quando ho lavorato con lui, mi odiano ed invidiano. Sinceramente, però, credo di
poter insegnar loro qualcosa.
Giovanni: Tornatore
ha cercato solo terroni per il cast. I siciliani erano finiti: rimaneva solo
Aldo e così è stato costretto a prenderlo!
Avete mai avuto, a parte questa esperienza di Aldo, la
tentazione di lavorare da soli? E per il prossimo autunno tornerete da Fazio?
Aldo: Secondo te, dopo Tornatore torno da Fazio??
Giacomo: In tv, per ora non c'è niente in ballo anche
perché in autunno saremo impegnati con le ultime lavorazioni del film e poi
partirà la sua promozione.
Siete insieme dal '97 al cinema, quali sono gli elementi nuovi e quelli di
continuità?
Giovanni: È un film con cui abbiamo ritrovato più
entusiasmo e vecchi meccanismi. È molto più vicino ai primi film, in questo
siamo stati più presenti e vicini alla nostra essenza.
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